Cicero’s Day 2013 (ITA)

La SIAC è particolarmente felice di annunciare che si terrà a Milano un Cicero’s Day, su iniziativa della nostra collega, prof.ssa Giovanna Galimberti Biffino (Università Cattolica di Milano) e organizzato attraverso il Comitato «Elettra Latina» istituito dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Milano. Il Cicero’s Day, organizzato dalla nostra collega, in collaborazione con i proff. Mariateresa Bonizzoni e Piergiorgio Pardo, avrà luogo a Milano il 15 aprile 2013.

cicero's_dayI dettagli organizzativi e logistici non sono ancora del tutto definiti, ma il principio ispiratore di questa giornata è stato approvato dalle autorità scolastiche territoriali. La giornata sarà organizzata a vantaggio degli studenti liceali che, guidati dai loro insegnanti, avranno lavorato su Cicerone secondo un programma prestabilito. Il Cicero’s Day sarà dedicato a valorizzare i migliori lavori presentati dagli studenti, con premi decretati da una giuria composta da docenti universitari e da docenti di scuola secondaria superiore.

La SIAC sarà rappresentata dal suo Presidente nel corso della cerimonia di premiazione. L’intento che ha spinto a chiamare questa giornata Cicero’s Day manifesta una volontà di apertura senza frontiere sul mondo giovanile.

Il successo dell’iniziativa dipenderà dalla risposta degli insegnanti, dall’impulso che sapranno dare ai giovani allievi e dalla loro creatività, oltre che dall’attività degli studenti.

Questa giornata sarà preceduta da una manifestazione ante eventum, pensata a vantaggio di tutti, insegnanti e studenti. Questo incontro, intitolato “Cicero’s day: alle radici della comunicazione” si svolgerà il 25 febbraio alle ore 15.00 presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemelli 1 – Cripta Aula Magna. Interverranno in quest’occasione: L. Castagna; A. Balbo; E. Malaspina; il coordinamento sarà affidato alla proff. ssa F. Sposi, mentre il ruolo di moderatrice dell’incontro sarà affidato a G. Galimberti Biffino..

Il Cicero’s Day vuole rappresentare l’occasione per creare un momento di riflessione condivisa sulla nostra eredità latina e sulla sua importanza nella costituzione di una cultura europea, in seno alla quale Cicerone occupa un posto di primo piano. Allo stesso tempo, questo progetto mira alla promozione degli studi classici, in quanto via d’accesso a una forma di cittadinanza illuminata e consapevole.

Si tratta di combattere i pregiudizi di cui ormai gli studi classici sono vittima, presso i giovani come pure presso gli adulti: al contrario, è necessario disvelare, a beneficio del pubblico più giovane, tutto quello che la cultura classica mantiene di fresco e innovativo, e, a beneficio degli insegnanti, tutto quello che il suo insegnamento può offrire in termini di novità. Cicerone è, per l’appunto, il nume tutelare di questa convinzione: ipostasi della civiltà latina, personifica, al contempo, la cultura e l’universo linguistico del mondo classico. La finalità del Cicero’s Day è proprio quella di sollecitare la curiositas, spinta propulsiva di ogni forma di conoscenza, e di incitare i giovani alla lettura dei classici.

L’ambizione di questa giornata è così quella di non esitare a mostrare una forma di fierezza, quella derivante dalla consapevolezza di appartenere a un mondo ricco di una grande tradizione: il mondo antico non è un universo passato, ma è pieno di promesse per il futuro.

Ci si aspetta che gli insegnanti vogliano sensibilizzare i loro allievi e studenti all’importanza di questo progetto: ai docenti, infatti, è richiesta la creazione di piccoli gruppi di lavoro cui proporre un’attività adatta al loro livello. In questa iniziativa, la libertà degli insegnanti è piena e assoluta, anche se il progetto ruota attorno a una triplice tematica:

  • Cicerone grande comunicatore;
  • Cicerone modello di un’estetica del comportamento;
  • Cicerone modello di un’etica per l’uomo politico.

In tale ottica, si forniscono, a titolo indicativo, alcuni riferimenti che sarà possibile utilizzare (vedi infra).

Il Cicero’s day (15 aprile 2013) è il giorno della premiazione per categorie dei migliori lavori realizzati nel corso dell’anno scolastico. La manifestazione sarà preceduta dall’intervento di alcune personalità, non necessariamente di latinisti, chiamate a relazionare circa l’importanza degli studi classici, e segnatamente del latino, di cui Cicerone è l’immenso rappresentante.

I lavori oggetto di premiazione saranno quelli degli studenti delle scuole secondarie di I e II grado, pubbliche o private; potranno essere lavori individuali o collettivi, consistenti in trattazioni scritte o presentate in altre forme, su DVD o su qualunque altro supporto video, in sceneggiature, fumetti, biografie, siano esse romanzate o no, rielaborazioni e fiction basate su un episodio biografico, composizioni in latino a partire da argomenti ciceroniani, composizioni musicali, florilegi di massime ciceroniane, o in ogni altro tipo di realizzazione.

Si tratta, in primo luogo, di coinvolgere, in virtuosa sinergia, insegnanti e studenti, grazie all’uso dei mezzi di comunicazione più attuali; di servire, inoltre, da modello per future manifestazioni che potranno concernere altri grandi autori della latinità; infine, si tratta di porre le basi per una manifestazione che si proietta nel futuro.

Testi proposti

  • Sulla superiorità dell’uomo grazie alla parola e sui vantaggi che ne derivano: de orat. I, 30-34; de inv. I, 5
  • Sui rischi dell’ambiguità della parola: de inv. I, 1
  • Sulla corruzione: Catil. I, 1-2; Catil. II, 10-11; 18-23; Verr. I, 1-3
  • Sul compromesso come male necessario: fam. I, 8, 2-4
  • Sui criteri di comportamento per le personalità pubbliche: off. I, 41-50
  • Sui criteri etici nella scelta degli amici: am., passim
  • Sulla spontaneità della vis oratoria: de orat. I, 17-18
  • Sull’importanza dell’eloquenza nella vita sociale (con riferimento all’Encomio di Elena di Gorgia): de orat. I, 30-31; 47-48; 51-52;
  • Sulle capacità dell’oratore (ancora con riferimento all’Encomio di Elena di Gorgia): de orat. II, 35-36; 65-68
  • Sui principali «strumenti del mestiere» dell’oratore: de orat. II, 114-116.

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